PER LA TERZA VOLTA ALL’INFERNO

Come per la Spartan di Orte, anche per quest’anno rinnoviamo la partecipazione per il terzo anno consecutivo alla Inferno Run.
La gara si presenta con grandi aspettative, visto che la competizione è qualificante per i mondiali ed europei OCR, e difatti si rivela una gara stupenda, con un livello tecnico molto elevato sia per quanto riguarda gli ostacoli che per il percorso.
Partiamo con il commentare il percorso, pianeggiante per quasi tutta la gara e collinare verso la fine, abbiamo attraversato campi arati molto fangosi, difficili da percorrere, vigneti, saltato fossi,  nuotato in un laghetto per quasi 200mt,  guadato un fiumiciattolo per quasi un kilometro, corso all’interno di un fitto bosco con parecchi sali e scendi, insomma, un mix che ci ha messo a dura prova.
Veniamo ora agli ostacoli, alcuni abbastanza semplici ma comunque molto faticosi, come vari fili spinati o muri da saltare posizionati in punti strategici per metterci in difficoltà, ma l’ostacolo che ha messo più in difficoltà tutti i partecipanti è stato una sorta di multirig, si partiva con l’arrampicarsi su una corda, poi di seguito dei tubolari da fare come il classico monkey bar, un tubo appeso a delle catenelle da percorrere verso il lungo, alcuni anelli e per finire la corda tibetana, il tutto senza mai appoggiare i piedi, pena il rifacimento dell’ostacolo o il taglio di uno dei tre braccialetti messi in dotazione ad ogni partecipante, novità di quest’anno per le tappe del campionato italiano mud run, dove ogni volta che non veniva superato un’ostacolo, al partecipante veniva tagliato un braccialetto come penalità e nel caso in cui venissero tagliati tutti e tre, non si aveva accesso alla classifica della gara.
Veniamo alla nostra gara, e partiamo subito con una nota dolente, la nostra Elisa, dopo una partenza a razzo e dopo aver gestito molto bene la gara con testa e muscoli, ha dovuto ritirarsi a metà percorso per via di un brutto strappo muscolare alla coscia destra, che la terrà ai box per qualche settimana, peccato perché poteva portare a casa un gran risultato;
Santino invece, con un solo mese di preparazione, fa una bella prestazione di corsa, senza crampi (suo tallone d’achille) e tenendo per tutta la gara un buon ritmo, purtroppo non essendo ancora molto allenato nella parte superiore del corpo, gli vengono tagliati i tre braccialetti nei tre ostacoli più ostici, dove forza e grip sono fondamentali;
Simone fa una bella prestazione a livello di corsa, tenendo sempre ritmi alti, fa fatica nei tratti più fangosi e sconnessi, mentre sugli ostacoli fa una grande gara mantenendo i tre braccialetti, unica nota stonata, perde tempo e posizioni nel terzultimo e penultimo ostacolo, sulla carta abbastanza facili.

L’Inferno dunque  è stata la prima tappa italiana del Campionato OCR piena di novità, tra cui i braccialetti elencati sopra, ottimo il metodo adottato che delinea perfettamente la classifica finale in base al numero e al tempo. Questi risultano però essere poco resistenti all’acqua (riscontrati molti atleti che li hanno persi) . Da rivedere anche il chip.  Tra le novità anche la BABY INFERNO, alla prima edizione.
Nota positiva per gli ostacoli, veramente degni di una OCR,  che vista la difficoltà purtroppo in alcuni hanno creato delle code, qualche corsia in più avrebbe creato meno ingorghi.
Abbiamo rilevato purtroppo segnalazioni sulle le solite scene dove alcuni “atleti”, non avendo superato l’ostacolo, si sono allontanati senza farsi il tagliare il braccialetto o che hanno tagliato in alcuni tratti il percorso, guadagnando tempo e posizioni….A nostro parere quello che conta è il buon senso dell’atleta, se veramente lo è .

Complimenti all’organizzazione, a tutti i giudici e volontari che hanno reso tutto più semplice .

About the Author

By admin7594 / Administrator, bbp_keymaster on Mag 10, 2017